Microhouse
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Nel cuore del Nomentano, un appartamento borghese di 200 mq si reinventa come un raffinato mosaico di micro–abitazioni. Nove “Microhouse” autonome, pensate su misura per la vivace comunità di studenti e professori che anima il quartiere. L’intervento nasce da un approccio sartoriale: ogni centimetro è misurato, calibrato e messo a sistema per esplorare il tema dell’abitare minimo senza rinunciare al comfort. L’ingresso comune, un luminoso doppio volume impreziosito da una scala in legno restaurata e da una boiserie a tutta altezza come una quinta scenica, accoglie gli ospiti in questo piccolo foyer urbano. Da qui, si dipana un percorso fluido in cui materiali e proporzioni dialogano con naturalezza: il calore del parquet si alterna alla texture sofisticata di un vinilico effetto tessuto, tracciando una continuità avvolgente tra preesistenza e nuove geometrie. Le pareti, mantenute in una palette neutra e luminosa, diventano la tela ideale per la collezione di arredi monocolore disegnati su misura. Veri e propri volumi architettonici che, sviluppandosi in verticale, modellano lo spazio come sculture funzionali. Ogni Microhouse sovrappone i propri ambienti — studio, riposo, contenimento — come livelli di un racconto tridimensionale, ampliando la percezione della superficie e trasformando il minimo in essenziale. La firma cromatica del progetto si articola in tre tonalità iconiche: mattone, verde e celeste. Colori che ritornano con coerenza sensoriale in pavimenti, arredi, punti luce, cuscineria e tappezzerie, costruendo un’identità visiva riconoscibile e sofisticata. Il risultato è un piccolo manifesto dell’abitare futuro: un modello abitativo compatto, elegante e intelligente, capace di trasformare un appartamento storico in un nuovo modo di vivere la città, tra comfort, estetica e misura.